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Eventi

Migliaia in marcia contro la mafia: c’eravamo anche noi!

marcia antimafia 2018Come trentacinque anni fa, studenti e genitori, nonni e nipoti, docenti, sindaci, sacerdoti, gente comune, si sono dati appuntamento a Bagheria per marciare fino a Casteldaccia e ribadire il proprio "no" alla mafia.

Massiccia la partecipazione con migliaia di persone che, nonostante la pioggia, hanno marciato sullo stesso percorso che il 26 Febbraio del 1983 aveva dato vita alla prima marcia antimafia in quella via dei Valloni, oggi “via della Marcia Antimafia”, che un tempo era scelta dai killer della criminalità organizzata e dai latitanti come strada di fuga.

Oltre 160 gli alunni della nostra scuola che, con coloratissimi cartelloni, slogan e striscioni, hanno partecipato alla marcia, organizzata dal Centro studi “ Pio La Torre” e dalla Rete di scuole “ Bab el Gherib”.

Ricordare la marcia di trentacinque anni fa e rifarla – ha sottolineato Vito Lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre - significa fornire ai giovani di oggi, non solo una memoria di un esempio clamoroso, ma lo strumento di comprensione del loro presente, per costruirsi un loro futuro libero dalle mafie, dalle diseguaglianze, da ogni ingiustizia sociale, da ogni forma di violenza”.

Presente anche l’Arcivescovo di Palermo, don Corrado Lorefice, che ha spronato i giovani a criticare, se serve, adulti, Istituzioni ed anche la stessa Chiesa perchè dai giovani, dalle loro richieste possa nascere una società più equa e più giusta. Sul palco i messaggi, le riflessioni, i canti, gli slogan degli studenti del comprensorio. Questo, in parte, il messaggio della nostra scuola, letto con forte determinazione da Giulia Speranza di 3 H: “Tutti noi,nel nostro piccolo possiamo fare tanto. Ogni volta che diciamo ‘no’ ad un sopruso, ad una minaccia, la mafia fa un un passo indietro. Certamente un’organizzazione criminale così forte non può essere combattuta solo con l’eroismo e il coraggio di singole persone, è necessario l’impegno di tutti noi e soprattutto delle Istituzioni, che devono diffondere la cultura della legalità, anche attraverso la creazione di strutture sportive e per il tempo libero che possano offrire a noi giovani sane opportunità di crescita. Non dobbiamo accettare facili scorciatoie che nascondono illegalità e corruzione... proseguiremo nel solco tracciato da Falcone, Borsellino, Chinnici, La Torre e da tutti gli altri nostri eroi, con impegno e determinazione. Perché le loro idee camminano veramente sulle nostre gambe!"

La referente per l’educazione alla legalità
Clementina Castrone

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