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Progetti

Cunti ri Sicilia e ri tavuli cunzati

Cunti ri Sicilia e ri tavuli cunzatiIn questo spettacolo si è messa in scena la storia della Sicilia. Tralasciando, però, il taglio della storia événementielle si è preferita la storia di tutti i giorni, della lunga durata di braudelliana memoria: la microstoria viscosa che permea il nostro dialetto e le tradizioni culinarie che hanno reso la nostra cucina un potpourri, millenaria gestazione di gusti di sapori e di profumi.

La lingua utilizzata dai nostri giovani attori è stata, così, il dialetto siciliano, lo stesso parlato alla corte di Federico II in quella vera fucina che fu la Scuola poetica siciliana, incunabolo delle prime vere sperimentazioni letterarie in lingua volgare. Ecco allora che le tre voci narranti dei cantastorie, hanno presentato, in un racconto cornice, la storia millenaria della Trinacria: dall’arrivo dei Greci all’impresa delle camicie rosse del generale Garibaldi. Sul tema cornice si sono innestate, poi, gli otto racconti quadro: Icariu, mito eziologico sulla nascita del vino; E Domineddiu criò lu Sali, fantasiosa riscrittura della genesi; Ciuri d’aranciu, storia dell’arrivo della coltura dell’arancio in Sicilia; I cannuola ru Signuri, esilarante pantomima tra santi in un paradiso immaginifico; Manna, struggente storia d’amore tra un saraceno e una normanna; Chiappara, macchietta di ilarità e buonumore; Basilico, prosa intimista sui ricordi estivi di un bambino; Chiddu chi circava iddu, infine, cronistoria della preparazione di uno dei piatti più laboriosi della nostra tradizione culinaria.

Sperimentazioni letterarie
Prof. G. Di Giovanni, prof.ssa G. Malfitano, prof.ssa D. Zarcone

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